Il progetto di ricerca “ri-tratta” è frutto di una collaborazione tra l’approccio scientifico della disciplina etnoantropologica e quello artistico della fotografia.
L’intenzione che anima il progetto è molteplice e, fra i tanti spunti, spicca quello di una diversa ed attenta ricognizione delle pratiche attraverso le quali si esplica l'atteggiamento discriminitario razzista e razzializzante.
Lo scopo sociale del progetto è quello di contribuire in maniera innovativa alla sensibilizzazione ed alla riflessione consapevole rispetto alla tematica oggetto di studio.
Per raggiungere questo obiettivo i ricercatori hanno deciso di adottare una strategia personalizzante di indagine che si realizza attraverso il duplice percorso iconografico e meta discorsivo. Il mezzo di ricerca e comunicazione dei risultati della medesima è frutto di quest’ambizione e, pertanto, si compone di due grandi momenti copresenti: il dialogo e lo scatto.
Diversamente da altri progetti condotti in quest’ambito e orientati ai medesimi fini, “ri-tratta” non prevede la somministrazione di questionari a tappeto, né l’elaborazione teoretica ed astratta. Al contrario, adottando un approccio ibrido, si propone di trasformare l’oggetto narrato in soggetto narrante e visivo, includendo gli intervistati al doppio livello di icone del proprio disagio e coautori del testo.
Il progetto di ricerca “ri-tratta” è patrocinato dall'Università degli studi di Cagliari.